Origine: Storia e descrizione della città di Napoli

Napoli ha tantissimi punti di belvedere da dove ammirare il panorama di quasi tutta la città e la sua sfrontata bellezza.

E sì, quasi tutta la città, perchè la ripresa fotografica in panorama dovrebbe essere a 360 gradi per non lasciar sfuggire nulla allo sguardo di chi osserva e quindi, per non fare un post “normale” sui punti panoramici della città, ho voluto proporre in chiave visiva una celebre frase che Raffaele Mastriani, scrittore vissuto nell’ottocento (Napoli 1798 – ivi 1882) scrisse nel libro “Storia e descrizione della città di Napoli ricavata dal dizionario geografico – storico – civile del Regno delle Due Sicilie”.

“La principal veduta è di mirar Napoli in alto mare, donde l’intiera città si presenta come un immenso anfiteatro. La seconda e di guardarla da S. Martino, dove si vede sotto gli occhi minutamente quasi tutta la città ed il delizioso contorno del golfo. La terza è di veder Napoli dalla Specola Reale o dal palazzo della Riccia: questo luogo per la estensione della sua veduta è detta con nome Spagnuolo Miradolos. La quarta è di contemplarla da’ reali giardini di Portici, e più dalla villa del Duca di Gravina e lì è ad essa superiore. La quinta è di osservarla dalla Madonna del Pianto.“

Pertanto, andiamo ad analizzare lo scritto del Mastriani iniziando dal primo suggerimento:

 1) La principal veduta è di mirar Napoli in alto mare, donde l’ intiera città si presenta come un immenso anfiteatro.

È da questo scorcio di Posillipo e di parte della sua collina che si comincia a capire il perchè di tanta attenzione nell’indicare i punti giusti per ammirare questa città.

2)  La seconda e di guardarla da S. Martino, dove si vede sotto gli occhi minutamente quasi tutta la città ed il delizioso contorno del golfo.

Ed effettivamente, il panorama che si osserva dalla certosa di San Martino è semplicemente mozzafiato.

3)  La terza è di veder Napoli dalla Specola Reale o dal palazzo della Riccia: questo luogo per la estensione della sua veduta è detta con nome Spagnuolo Miradolos.

   Componendo questo post, mi rendo conto che le foto inserite seppur belle, non rendono giustizia al panorama effettivo. Mi sa che mi tocca ritornare sui vari siti per effettuare riprese in modalità panoramica.

4)   La quarta è di contemplarla da’ reali giardini di Portici, e più dalla villa del Duca di Gravina e lì è ad essa superiore.

Con queste immagini sono stati riscontrati due problemi nel riproporre quanto lo scrittore racconta: il primo riguarda Villa Gravina che purtroppo non è aperta al pubblico, il secondo (un problema comune anche alla veduta di Madonna del pianto) è che con il trascorrere del tempo sono state compiute opere architettoniche e costruzioni varie moderne che purtroppo hanno sicuramente contribuito a nascondere parzialmente alcune visuali o ad alterare il paesaggio. Pertanto, per quanto ancora molto belle, le vedute attuali risultano ovviamente molto diverse e difficili da accostare alle descrizioni narrative di Mastriani.

5)   La quinta è di osservarla dalla Madonna del Pianto.“

Dopo tanta ricerca per la giusta prospettiva, l’unico posto per una discreta panoramica è stato trovato in una sezione distaccata, all’interno dell’enorme cimitero della Madonna del Pianto. Questo avviene in quanto evidentemente, all’epoca, questo luogo non era adibito ad area cimiteriale ne tanto meno c’era in lontananza quell’enorme agglomerato di edifici ultramoderni che contraddistingue il Centro Direzionale. Per forza di cose, l’insieme degli edifici della cittadella amministrativa napoletana, ha inevitabilmente deturpato la stupenda veduta. A tal proposito va aggiunto che “moderno è il nuovo per forza, che non ha originalità e vorrebbe dimostrar d’averne”. (Luigi Pirandello)

Al momento considero questo post una bozza ma l’idea del post è quanto sopra proposto. Al prossimo. 😉

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